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GROTTA TERNOVIZZA - 242 VG
La grotta venne visitata già verso la metà del secolo scorso ad opera di Hanke e per un certo tempo venne indicata con il nome "Grotta Georg Schneider". Durante la Prima Guerra Mondiale gli austriaci la unirono per mezzo di una breve galleria ad una caverna vicina, la Peica Jama, che del resto un tempo doveva essere già congiunta con essa. Attualmente si accede appunto da questa parte attraverso una scalinata rudimentale, giungendo in breve ad un ballatoio che si affaccia su un pozzo verticale, fiancheggiato da massicce colonne dove giunge la luce dell'altra imboccatura. Dopo il pozzo la grotta si sviluppa con una lunga galleria discendente di belle proporzioni, nella quale si possono ammirare alcune poderose formazioni calcitiche, tra le quali l'ormai famosissimo organo; la galleria porta ad una vasta sala, che rappresenta la parte più suggestiva di tutta la cavità: enormi pilastri creano varie prospettive ed il suolo è formato da spesse colate, disseminate da molti bacini d'acqua di ogni dimensione. La grotta è senz'altro una delle più belle del Carso e viene frequentata assiduamente da speleologi ed escursionisti.